Differenze tra heatmap e A/B test e come usarli insieme | Da dove iniziare?
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Riepilogo dell'articolo
- La heatmap è uno strumento per individuare "dove si trova il problema"
- L'A/B test è uno strumento per verificare "come migliorare le cose"
- L'ordine corretto è "prima la heatmap → poi l'A/B test"
- I due strumenti non sono in competizione, ma vanno usati insieme
Quando si parla di miglioramento di un sito, ci si sente spesso chiedere: "Meglio usare la heatmap o l'A/B test?". La risposta, in breve, è che hanno ruoli diversi, quindi la soluzione corretta è usarli entrambi, in sequenza.
Cos'è la heatmap: "individuare" i problemi
La heatmap è uno strumento che visualizza, tramite gradazioni di colore, dove i visitatori guardano, dove cliccano e dove abbandonano la pagina.
- Quali aree vengono osservate di più (zone di attenzione)
- Dove vengono effettuati i clic (concentrazione di clic / clic errati su elementi che non sono link)
- Fino a dove viene letta la pagina e dove avviene l'abbandono (profondità di scroll)
In altre parole, la heatmap ci indica "dove potrebbe trovarsi il problema in questa pagina".
Cos'è l'A/B test: "verificare" come migliorare
L'A/B test è un metodo che consiste nel distribuire due versioni di una pagina (l'originale A e la versione modificata B) e confrontare numericamente quale delle due ottiene risultati migliori.
Partendo dal problema individuato con la heatmap, si formula un'ipotesi del tipo "modificando in questo modo dovrebbe migliorare", e si verifica se questa ipotesi produce davvero un effetto positivo.
Le differenze in sintesi
| Heatmap | A/B test | |
|---|---|---|
| Obiettivo | Individuare il problema | Verificare come risolverlo |
| Cosa si scopre | Dove viene osservata, cliccata e abbandonata la pagina | Quale versione ottiene risultati migliori |
| Momento d'uso | Punto di partenza del miglioramento | Verifica del miglioramento |
| Tipo di domanda | "Dove sta il problema?" | "Come si può migliorare?" |
L'approccio corretto: "prima la heatmap → poi l'A/B test"
- Individuare i punti critici con la heatmap: ad esempio, "un pulsante importante riceve pochissimi clic" oppure "molti utenti abbandonano la pagina a metà".
- Formulare un'ipotesi: "Forse il pulsante è posizionato troppo in basso e non viene notato?"
- Verificare con un A/B test: creare una versione B con il pulsante spostato più in alto e confrontarla con l'originale A.
- Adottare la versione vincente e passare al problema successivo.
Se si inizia con un A/B test senza aver prima usato una heatmap, si rischia di non sapere cosa testare. Al contrario, usare solo la heatmap significa fermarsi alla sola individuazione del problema, senza verificarne davvero il miglioramento. I due strumenti danno il massimo se usati insieme.
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Conclusione
Heatmap e A/B test non sono strumenti in competizione tra loro. Combinare, in questo ordine, la heatmap che "individua i problemi" e l'A/B test che "verifica come risolverli" è la strada più solida verso un miglioramento costante del sito.